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2月28日 PROFEZIE!!!Salve a tutti. Sì lo so, è da parecchio che non aggiorno un pochetto il blog. Mettiamola così, volevo che interiorizzaste meglio quella canzone del mitico Giorgio Gaber. Visto che solo Lisa sa di cosa si stava parlando, la maggior parte siete tutti un branco di ignoranti, non mi posso aspettare grandi cose. Mettiamo pure il fatto che ultimamente sono a corto di idee e quindi non mi viene granché da scrivere, correrei il rischio di fare inutili e verbosi interventi che non vi direbbero nulla e non lascerebbero nessuna traccia sul grande nastro magnetico che è la storia!!! A proposito di Storia, diciamo che l'uomo non impara mai dalle cazzate fatte in precedenza, si deve sempre tornare sui medesimi errori. Adesso per esempio siamo in aperta aria di crisi economica globale... il Dollaro in picchiata, il rischio di una recessione negli USA, il petrolio a 100 e + dollari al barile, il lievitare continuo delle bollette.... Ecco che paghiamo per gli errori che abbiamo commesso... Non si è investito una mazza sulle energie alternative, ma i signoroni petrolieri pensavano solo ad ingrassare le loro tasche affossando tutte le ricerche che andavano verso fonti di energia rinnovabili e pulite e chiaramente gli americani ci hanno lucrato sopra, trasformando il dollaro in unica moneta per lo scambio di petrolio.... Questa operazione gli ha permesso di far diventare il dollaro come moneta di riserva, perch tutti gli stati devono averlo per comprare petrolio; questo altresì gli ha permesso di stampare a piacimento quanti più dollari possibili indebitandosi profondamente... il debito degli USA passa intorno al trilione di Dollari.... Gli statunitensi sono sull'orlo di una crisi economico-monetaria catastrofica.... E noi saremo risucchiati tranquillamente; non ci credete a Bush che dice che l'economia Statunitense è rallentata ma non c'è recessione... staremo a vedere. VOLETE UN CONSIGLIO??? NON METTETE I VOSTRI SOLDI NELLE BANCHE!!! metteteli dove volete, sotto al materasso, dentro la cassaforte, sotto terra, ma non in banca. Ah, poi chiaramente crisi economica=guerra. E già ci sono dei bei scenari che si prefigurano... Il mio invito è a un cambiamento del modo di vedere le cose, cambiamo prospettiva e vediamo quante belle cose escono fuori.. Non ho più tempo per dilungarmi, chi vuole delucidazioni può chiedere, ci sentiamo!!!! 2月18日 IL MIO PASSATO..........Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire... non mi sembra di aver fatto delle cose gravi. La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno, figuriamoci!... Qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro, ho una famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe... non vado neanche a caccia! Uh? Ah, voi parlavate di prima! Ah... ma prima... ma prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì, jeans, maglione, l’eskimo. Perché? Non va bene? Era comodo. Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa cantavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì… “Ciao bella ciao”. Devo parlar più forte? Sì, “Ciao bella ciao” l’ho cantata, d’accordo, e anche l’“Internazionale”, però in coro eh! Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visti anch’io gli Inti Illimani... però non ho pianto! Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia… Manifesti? Non mi pare... Forse uno, piccolo proprio... Che Ghevara. Ma che cos’è, un processo questo qui? No, no, no, io quello no, io il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma, una volta ma… un pugnettino, rapido proprio… Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette! Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh! Se ero comunista. Mah! In che senso? No, voglio dire… Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia. Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no. Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre. Qualcuno era comunista perché si sentiva solo. Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica. Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti. Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”. Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto. Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto. Qualcuno era comunista perché prima era fascista. Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano. Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona. Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona. Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo. Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari. Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio. Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio. Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio. Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no? Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente… Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”. Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre. Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre. Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione. Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto. Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini. Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”. Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia. Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri. Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista. Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista. Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio. Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa. Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda. Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani. Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera. Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista. Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia. Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro. Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana. Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri. Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita. Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita. No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani ipotetici. E ora? Anche ora ci si sente come in due: da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito. Due miserie in un corpo solo. 2月13日 SAN VALENTINO MON AMOURAllora Domani è San Valentino, la cosidetta "festa degli innamorati"... Mettiamola così; domani tutti faranno affari (ristoranti, supermercati, fiorai, etc.) tranne che gli innamorati stessi alla quale la festa è dedicata. Ma a parte questo, volevo focalizzare un po' l'attenzione sull'amore.... questo concetto tanto cantato, tanto discusso, tanto odiato e apprezzato. Ho usato appunto la parola concetto perché non mi sento di dire che esso sia un sentimento. Un sentimento parte solo dalla sfera irrazionale e difficilmente coinvolge la ragione; invece l'amore ha la particolarità che inizia in modo irrazionale ma se dopo non entra in funzione la ragione che ti permette di accettare l'altro per i propri difetti e far sì che l'abitudine non si trasformi in noia, difficilmente tale concetto rimarrebbe in piedi. Eppure è proprio questa specie di gioco che mantiene la nostra specie viva nei secoli. Osservando poi, durante il mio peregrinare per questa terra, gli attori di questo concetto, gli innamorati appunto, se non avessi in mente cosa significa veramente amare, mi sembrerebbero patetici!!! Li vedi in giro mano nella mano che si scambiano effusioni, si chiamano con soprannomi stupidi, hanno la testa completamente confusa, sono assenti per le altre questioni, cambiano anche colore e sguardo. Per fortuna uno sa che amare è il perdere la vita per l'altro... e qui esce fuori dove sta il vero amore, ci stanno quelli che alle prime difficoltà si mollano, oppure ci stanno quelli e ne sono tanti che si fanno il ragazzo o la ragazza solo per soddisfare un loro desiderio di possessione o solo per farsi vedere dagli amici che hanno un grullo al loro fianco; questo tipo di gente si lascia dopo poco tempo.... Invece quelli che durano sono quelli che vivono com moderazione il loro rapporto, per tappe senza correre, e con un profondo senso di comprensione per quello che stanno vivendo. (ne ho visti e ne vedo tuttora dell'uno e dell'altro tipo) ma lasciamo perdere i casi particolari. Una cosa invece che mi piace dell'amore, e questo lo devo dire, è che è quella scintilla che ci fa arrivare all'infinito e ci protende verso l'eternità. Quante volte ci è sembrato di dire a una... "questa mi sembra di averla aspettata da sempre".. "oppure ti amo per sempre", oppure "non ci lasceremo mai" oppure "ti amo per tutta la vita".... Ecco questi termini, sempre tutta la vita, mai, sembrano richiamare l'eternità e il fatto che l'amore duri anche dopo la morte può essere dimostrato anche in mezzo a queste frasi fatte che poco avrebbero di significato per i soliti grulli...... Ecco l'unica cosa positiva dell'amore, che ti dà una scintilla di eternità e te la fa gustare appieno... questo uno dei miei rimpianti forse. Dopo tutto questo potrei concludere dicendo che per me il 14 febbraio resta un giorno come un altro, però il ministero delle attività e dei beni culturali ha detto che l'ingresso nei musei e nelle gallerie d'arte sarà gratuito per le coppie di innamorati. Se esiste una che potrebbe far finta di essere la mia ragazza giusto per entrare gratis nei musei lo apprezzerei moltissimo, almeno aumenteremo insieme, anche se di poco, il nostro grado di cultura!!!! Alla prossima. 2月9日 IO FUI COLUI........Ok ragazzi... ora basta con le solite sciocchezze e vediamo di parlare di qualcosa di serio. Anche perché c'è gente che giustamente vuole qualcosa di nuovo tra i miei interventi... Vero Lisa??? hai ragione e per questo motivo ecco che ti pongo un pezzo di mia riflessione che poco conta ma con la quale ci si può confrontare. Oggi mi veniva da riflettere su Pier Delle Vigne. Per chi non lo conoscesse esso era un personaggio della divina commedia, realmente esistito che faceva da funzionario a Federico II di Svevia. Successe che costui divenne talmente legato al Re che conosceva qualsiasi suo pensiero che agli altri era impossibile sapere, e successe che l'invidia degli altri cortigiani e funzionari fece in modo di accusarlo di ogni nefandezza tanto da convincere lo stesso Federico. Ma Pier Delle Vigne, persona onesta e prodiga nel suo servizio, non riuscì a sopportare questa onta e questa infamia fino al punto di suicidarsi. Ebbene Dante lo mette all'inferno tra coloro che non hanno apprezzato la loro vita e si sono uccisi. Uno dei peccati più grandi quello di metter fine alla propria vita. A me ha colpito quanto senso di onore aveva questo uomo... mi ha colpito perché nel panorama sia politico che economico che mio personale non trovo mai una persona di così alta rettitudine. Quante persone vengono accusate, forse giustamente forse no, delle peggiori nefandezze, eppure nonostante ci siano delle vere prove non vengono nemmeno lontanamente scalfiti ma continuano come se nulla fosse!! Invece Pier delle Vigne considerava l'onore e l'onestà come cose fondamentali tanto da suicidarsi nel momento in cui si ipotizzasse queste venissero meno.... Uno da ammirare, non perché si sia suicidato, ma per la trasparenza con la quale faceva l'incarico importante che gli era stato assegnato (alto funzionario al bilancio). Ecco questo penso debba essere lo spirito con il quale si debbono fare le cose pubbliche soprattutto... Con grande onestà, senso di responsabilità e zelo che non guasta mai!!! Io spero che semmai possa prendere qualche incarico pubblico, il mio modello ispiratore debba essere Pier Delle Vigne... Soprattutto se l'incarico possa essere di natura politica, il suo esempio vale il doppio. Ma eccovi alcune sue parole: E 'l tronco: "Sì col dolce dir m'adeschi, ch'i' non posso tacere; e voi non gravi perch'ïo un poco a ragionar m'inveschi. Io son colui che tenni ambo le chiavi del cor di Federigo, e che le volsi, serrando e diserrando, sì soavi, che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi; fede portai al glorïoso offizio, tanto ch'i' ne perde' li sonni e ' polsi. La meretrice che mai da l'ospizio di Cesare non torse li occhi putti, morte comune e de le corti vizio, infiammò contra me li animi tutti; e li 'nfiammati infiammar sì Augusto, che ' lieti onor tornaro in tristi lutti. L'animo mio, per disdegnoso gusto, credendo col morir fuggir disdegno, ingiusto fece me contra me giusto. Per le nove radici d'esto legno vi giuro che già mai non ruppi fede al mio segnor, che fu d'onor sì degno. E se di voi alcun nel mondo riede, conforti la memoria mia, che giace ancor del colpo che 'nvidia le diede". Tanto onore!!!!! I miei saluti a tutti! |
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